Venerdì 22 aprile 2017, ore 21.00 DANZA
Balletto di Roma
Il lago dei cigni
Tra le suggestioni di una favola d’amore crudele e i simboli di un’arte che sovrasta la vita, Fabrizio Monteverde reinventa il più famoso dei balletti di repertorio classico su musica di P. I. Čajkovskij, garantendo quell’originalità coreografica e registica unica che da sempre ne caratterizza le creazioni e il successo. Capolavoro del balletto, sintesi perfetta di composizione coreografica accademica e notturno romantico, di chiarezza formale e conturbanti simbologie psicoanalitiche, Il lago dei cigni è una favola senza lieto fine in cui i due amanti protagonisti, Siegfried e Odette, pagano con la vita la passione che li lega.

Giovedì 6 aprile 2017, ore 21.00 PROSA/MUSICA
Gianfranco Berardi
Io provo a volare
Il desiderio di dedicare uno spettacolo a metà fra il teatro e la musica al grande Domenico Modugno nasce dal voler omaggiare un emblema del cinema, del teatro e della musica popolare italiana. L'attore, regista e drammaturgo riporta in scena il pluripremiato Io provo a volare, storia tragicomica delle peripezie di un attore e racconto di un fallimento. Aggiudicandosi però l'ultima battaglia. Quella con i "mangiatori di entusiasmo”.

Venerdì 31 marzo 2017, ore 21.00
Teatro degli Incamminati
DIPARTITA FINALE
di Franco Branciaroli con Gianrico  Tedeschi, Ugo Pagliai, Franco  Branciaroli e Massimo Popolizio
Quattro star del teatro italiano insieme per uno spettacolo che è una parodia, un western, un gioco da ubriachi sulla condizione umana dei nostri tempi, con tre barboni che giacciono in una baracca sulle rive di un fiume, forse il Tevere, e con una Morte che li va a trovare impugnando la falce.
“Il soggetto apparente è la morte ma è, invece, un’estenuante battaglia per la vita, un disperato ritardare l’agonia. La parodia, unica speranza per non ridere delle cose serie.” Franco Branciaroli

Giovedì 23  marzo 2017, ore 21.00 PROSA
La luna nel letto
L’ABITO NUOVO
con Marco Manchisi, Nunzia Antonino, Salvatore Marci regia scene e luci Michelangelo Campanale
Nel 1935 Eduardo e Pirandello coronarono la collaborazione artistica con L’abito nuovo – uno scenario di Luigi Pirandello dialogato in due atti e tre quadri e concertato da Eduardo De Filippo, che andò in scena nel 1937, al teatro Manzoni di Milano. Il loro progetto nacque intorno all’omonima novella di Pirandello, che Eduardo individuò come adatta ad una trasposizione teatrale.

Mercoledì 1 marzo 2017, ore 21.00 PROSA/MUSICA
Claudia Gerini
StoriE di Claudia 
Regia Gianpiero Solari con Claudia Gerini
In un vecchio palazzo di Roma vive Claudia, una bambina allegra e curiosa; nello stesso palazzo, al pianterreno, con le finestre che danno sul cortile, abita la signorina Maria, un’anziana ed eccentrica signora, che ama la musica e  colleziona ricordi, ritratti e libri di donne famose che hanno cambiato la storia. Da sempre la signorina Maria e il suo appartamento sono l’attrazione segreta  per tutti i bambini del cortile, soprattutto per Claudia.

Giovedì 23 febbraio 2017, ore 21.00 DANZA
Lindsay Kemp
Kemp dances - invenzioni e reincarnazioni
«Non ha età l'emozione, non ha limiti il sogno, non ha fine l’arte. Lindsay Kemp attraverso la magia del gesto sembra abbracciare il mondo; con la passione di sempre sfoglia il registro di un suggestivo repertorio artistico mostrandolo con una grazia innata, inscindibile, illimitata» scrive Sipario a proposito di Kemp Dances. «(…) Stavolta, tutto è scarno, semplice, senza infingimenti – gli fa eco Repubblica – affidato alla magia naturale dei gesti di Kemp, che di per sé sostiene lo spettacolo con la sua sola presenza… a un mostro sacro bastano pochi gesti per stupire e commuovere. (…) Il finale è un trionfo annunciato: Kemp nei panni dell’Angelo trascina il pubblico nella sua danza circolare, come un derviscio etereo vestito di trascendenza.

Giovedì 9 febbraio 2017, ore 21.00 PROSA
Compagnia Moliére
AMLETO
di William Shakespeare
Regia Daniele Pecci con Maddalena Crippa
Un uomo, da solo. Da solo con la sua coscienza. Un compito: la vita. Ma anche la paura, terribile, che immobilizza: la nostra. Esiste il “nostro” futuro? O esiste il destino? Non è dato sapere. L’Amleto di Shakespeare è il testo teatrale più importante dell’era moderna. Vi è in esso un’analisi profonda dell’umano sentire, in rapporto alle problematicità del vivere quotidiano. Meglio di chiunque altro, e soprattutto per primo, Shakespeare è riuscito a raccontare le infinite contraddizioni dell’essere umano, di fronte all’impegno che questo deve assumersi per poter anche semplicemente stare al mondo; affrontare il futuro, il destino, l’amore, le ingiustizie, le controversie, il dolore, la perdita ecc. In esso sono ben dosate le rappresentazioni del mondo grande, lo stato, i grandi destini e temi dell’umanità, e il microcosmo familiare dei sentimenti più intimi e segreti.

Venerdì 20 gennaio 2017, ore 21.00 PROSA
Teatro dei Gordi
Sulla Morte senza esagerare
La morte /è sempre in ritardo di quell’attimo./ Invano scuote la maniglia/d’una porta invisibile./A nessuno può sottrarre/il tempo raggiunto. (W. Szymborska).
La nuova produzione del Teatro dei Gordi è un omaggio originale alla poetessa polacca Wisława Szymborska. Ideato e diretto dal regista veronese Riccardo Pippa, “Sulla morte senza esagerare”, affronta il tema della morte in chiave ironica e divertente attraverso un linguaggio non convenzionale del corpo, ancorato al Teatro di figura e di maschera. La recitazione e le maschere (realizzate dalla scenografa Ilaria Ariemme) si muovono con verità e leggerezza su un tessuto drammaturgico originale.

Giovedì 12 gennaio 2017, ore 21.00 DANZA
Compagnia Zappalà Danza
Romeo e Giulietta 1.1 (la sfocatura dei corpi)
regia e coreografia Roberto Zappalà
 musiche S.Prokofieff, J.Cage, Pink Floyd
Cosa ci fa sentire sfocati, quando ci sentiamo sfocati? Tecnicamente, (in ottica, fotografia, cinema), la sfocatura è una questione di distanza. La distanza tra il centro focale dell’obiettivo e “l’oggetto” inquadrato; se questa distanza è inferiore o superiore ad una certa misura l’oggetto risulta, appunto, sfocato. 

Venerdì 25 novembre 2016, ore 21.00 PROSA
Elisabetta Pozzi
MAX GERICKE
di Manfred Karge
traduzione e messa in scena Walter Le Moli
La storia, scritta da Manfred Karge a partire da un fatto vero, è semplice e complessa: negli anni bui e difficili della Repubblica di Weimar, una donna si sostituisce al marito morto per non perdere il posto di lavoro. Veste i suoi panni, si fa uomo, pur di mantenere l’incarico al cantiere.