Venerdì 17 gennaio 2020 - Progetto Next
Teatro del Simposio

tratto dalle opere di Raymond Carver
drammaturgia di Giulia Lombezzi
progetto a cura di Francesco Leschiera, Manuel Renga, Ettore Distasio
costumi di Davide Vitale e Iembo Marco
assistente alla regia Giulia Pes

con Mauro Negri, Ettore Distasio e Ilaria Machinò
regia di FRANCESCO LESCHIERA

 

Venerdì 17 gennaio 2020 - Progetto Next
Teatro del Simposio

tratto dalle opere di Raymond Carver
drammaturgia di Giulia Lombezzi
progetto a cura di Francesco Leschiera, Manuel Renga, Ettore Distasio
costumi di Davide Vitale e Iembo Marco
assistente alla regia Giulia Pes

con Mauro Negri, Ettore Distasio e Ilaria Machinò
regia di FRANCESCO LESCHIERA

Con tutta quell’acqua a due passi da casa

Chapter1#ray

Una donna, Claire. Un uomo, Stuart. Un fiume pieno di pesci. Un tranquillo weekend fra amici. Un segreto dimenticato nell’acqua. Una moglie che si trova a fare i conti con la parte più buia di suo marito. Il whisky che scorre inesorabile, accompagna ogni momento, tutto annebbia e tutto allevia. La morte, che non si ripara in alcun modo. La vita che zoppica e va avanti come può.
Ray è una piéce costruita sulla teoria delle omissioni resa dialogo, gesto, respiro, incarnata dagli attori sulla scena. Un uomo e una donna chiusi in un appartamento fanno i conti con sé stessi mentre fuori strombazza l’America degli anni sessanta e qualcuno, disperato, invoca giustizia.
Un terzo uomo, Ray. Lo scrittore, il vero occupante di quella casa, colui che dà vita ai personaggi, li blocca, li cancella e li riscrive. Un uomo che scrive cose brevi perché per quelle lunghe non ha tempo, un uomo con la penna scarica che si racconta attraverso le poesie, un uomo il cui sguardo è stato una radiografia commovente e agghiacciante dell’essere umano. Un uomo che scrive un po’ ogni giorno arrabattandosi tra figli, lavori precari e povertà, senza speranza e senza disperazione.